Regione Sicilia: Ddl governo a sostegno investimenti piccolo fotovoltaico

PALERMO - L'istituzione di un fondo immobiliare destinato a favorire gli investimenti delle imprese in Sicilia, con priorità a quelli nel settore del piccolo fotovoltaico. Lo prevede un disegno di legge predisposto dal governo regionale. Il fondo sarà alimentato con gli immobili di proprietà della Regione fino a un valore di un milione di euro e sarà gestito dall'Irfis Fin Sicilia, la nuova finanziaria interamente controllata dalla Regione stessa. L'ex istituto di mediocredito regionale fornirà l'assistenza tecnica ai progetti di investimento e alle iniziative di partenariato pubblico - privato.
Il disegno di legge prevede che le garanzie concesse dal fondo istituito con la legge 50 del 1973 per la copertura dei rischi derivanti dai finanziamenti a medio termine alle aziende industriali per il rinnovo o la ristrutturazione degli impianti, siano concesse anche alle imprese agricole per i finanziamenti richiesti per interventi nel settore del piccolo fotovoltaico, in regime di contributo in conto energia, fino a 100 KW per quelle individuali e fino a 1 MW per quelle societarie.

«Con questo disegno di legge - dice il presidente della Regione, Raffaele Lombardo - intendiamo contribuire alla riduzione dei costi di produzione delle imprese agricole siciliane, intervenendo a sostegno degli investimenti per gli impianti di autoproduzione dell'energia elettrica attraverso le fonti rinnovabili e pulite.
E' uno degli impegni che avevamo preso con gli agricoltori e le loro associazioni di rappresentanza in occasione delle proteste dei mesi scorsi. Contiamo nel fatto che il Parlamento regionale approvi in tempi veloci e con la massima condivisione un provvedimento che viene incontro a una delle esigenze evidenziate dai nostri produttori agricoli. Con la creazione del fondo immobiliare, inoltre, valorizziamo le proprietà della Regione, impiegandole a sostegno degli investimenti privati e dello sviluppo».
Fonte:diariodelweb.it

L'Allerta. In Sicilia atteso per sabato un piccolo ciclone

A lanciare l'allarme maltempo è il meteorologo Antonio Sanò del sito Ilmeteo.it. Si formerà a sud dell'isola

- 09/03/2012 - Sabato venti freschi da nord-nordest oltre ad un potente vortice ciclonico profondo a sud della Sicilia, «un classico piccolo ciclone mediterraneo - spiega Sanò - con venti da nordest fortissimi sulla Sicilia specie nel catanese, ragusano, siracusano. In generale maltempo al sud, forti temporali sulla Sicilia, e piogge su Calabria, Campania, Basilicata, Puglia. Piogge anche sul cagliaritano in Sardegna, forti piogge su catanese, siracusano e ragusano fino a sera. Peggiora la sera sul Foggiano, venti sempre forti sulla Sicilia. Peggiora sulla Calabria Ionica e meridionale. Buono altrove al centronord con clima fresco con 13 gradi centrigradi.

Cento piazze per fermare Equitalia

Si tratta di un tour per le piazze della Sardegna per la conclusione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per modificare il sistema di riscossione in Italia

CAGLIARI - Parte domani, venerdì 9 marzo, alle ore 10.30, in piazza Jenne a Cagliari, la manifestazione “Cento piazze in dieci giorni per fermare Equitalia”. Si tratta di un tour per le piazze della Sardegna per la conclusione della raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per modificare il sistema di riscossione in Italia.

«La Sardegna si è mostrata in prima linea a sostegno di questa iniziativa legislativa – ha detto Mauro Pili, promotore dell’iniziativa insieme ad altri 90 parlamentari – e per accogliere le richieste provenienti da tantissimi comuni abbiamo deciso di incontrare operatori, cittadini, amministratori direttamente nei propri comuni. Si tratta di una mobilitazione decisiva per costringere il governo e il parlamento a metter mano in modo serio al riscossione in Italia».

La mobilitazione parte da Cagliari e si svilupperà in gran parte dei comuni della Sardegna. Domani in Piazza Jenne alle ore 10.30 sarà illustrate le ragioni di questa iniziativa e le successive tappe del tour. In serata alle 17 il tour raggiungerà Villacidro in piazza Zampillo nell’ambito della manifestazione “Firma per fermare Equitalia” saranno illustrati anche gli atti parlamentari presentati sulla questione IMU sulle zone agricole.

Furnari. Piovono le prime interrogazioni consiliari.

Furnari - 04/03/2012 - A firma del capogruppo dei Consiglieri di Minoranza " Giuseppe Mendolia " sottoufficiale della Guardia Costiera di Messina, sono state presentate due interrogazioni consiliari indirizzate al Sindaco ed al Presidente del Consiglio del Comune di Furnari. Le interrogazioni hanno come oggetto quanto segue: 1. Incarico legale conferito all'avv. Belardo Antonino, fratello di una candidata nella lista “Per Furnari. 2. Acquisto di un Tablet da adibire alle necessità informatiche, fuori sede,del comune. Valore economico del Tablet € 726,00 Il Gruppo Consiliare "Giovani per Furnari", esponendo in maniera chiara e dettagliata i punti delle interrogazioni, protocollate in data 22/02/2012, ha chiesto all’amministrazione chiarimenti riguardo l’incarico legale conferito all’Avv. Antonino Belardo nonchè fratello della candidata Paola Belardo della lista “ Per Furnari” capeggiata, appunto, dall’attuale sindaco di Furnari. La delibera finita sotto la lente d’ingrandimento del gruppo di minoranza è la n. 234 G.M. del 07/12/2011, ha come oggetto: Procedimento n 3467 R.G.N.R. Comune di Furnari\Discarica di Mazzarrà S.Andrea – opposizione richiesta di archiviazione - . Niente di strano per quanto riguarda la delibera, sicuramente un atto dovuto, ma il Gruppo di Minoranza sembrerebbe incredulo proprio sulle modalità di assegnazione dell’ incarico che sarebbe avvenuta solo ed esclusivamente in applicazione delle vecchie logiche politiche clientelari . Come si sia potuto ritenere, si domanda il Gruppo di Minoranza , "eticamente" opportuno conferire tale incarico legale , tra i primi della nuova amministrazione, proprio al fratello di una candidata della lista che ha sostenuto il sindaco in carica nell’ultima competizione elettorale di novembre 2011. Tutto ciò, dicono i consiglieri di minoranza, sembrerebbe essere in palese contraddizione con quanto proferito in campagna elettorale proprio dal sindaco Foti il quale avrebbe promesso condizioni di uguaglianza per tutti i cittadini, ma così sembrerebbe non essere stato. Infatti dall'incarico legale assegnato all' avv. Belardo, senza nulla recriminare sulla capacità e sulla serietà del professionista, si evincerebbe, un chiaro segnale della condotta politica che l'amministrazione intenderebbe perseguire in futuro,condotta che non terrebbe conto della tanto sbandiera “svolta politica ” ma che ricalcherebbe, invece, in maniera inequivocabile, il tanto criticato,vecchio e becero modo di fare politica. Nella seconda interrogazione il Gruppo di Minoranza, chiede, considerato l'atavico disagio in cui versano le casse comunali in costanza di una congiuntura economica avversa, come si sia potuto procedere all'acquisto di un tablet “ delibera G.M. n.249 del 21/12/2011 quale obiettivo dell’Ufficio Tecnico Comunale” dal valore economico elevato, rispetto a quanto di più economico e funzionale sia possibile recuperate sul mercato. Infatti , dicono i consiglieri: qual'ora vi fosse stata una reale esigenza, la stessa poteva essere facilmente soddisfatta con l’acquisto di un tablet con caratteristiche simili ma dal prezzo notevolmente più basso, circa 199,00 euro. In ogni caso , continuano gli interroganti , il richiedente si sarebbe potuto accontentare, limitandosi all’acquisto di una praticissima pen drive dall’ irrisorio costo di 4 euro anzichè di un tablet dal valore di € 726,00. Ma i consiglieri vanno oltre e si domandano se l'acquisto del Tablet non possa essere inquadrato come un'intollerabile capriccio del richiedente, di certo, operato in assoluto contrasto con le attuali esigenze di austerità e ristrettezze economiche per la comunità furnarese. Come di rito, a conclusione dell’interrogazione, ribadendo la propria contrarietà ad ogni forma di sperequazione economica il Gruppo di Minoranza si riserva di vigilare su tutti gli atti di propria competenza. I Consiglieri hanno richiesto risposta scritta. Link a questo post

Nei «ruoli esattoriali» 400 miliardi di crediti

Nel meccanismo della riscossione i ruoli fanno la parte del leone. Anche una parte degli incassi da evasione (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) passa infatti da lì: 4 miliardi solo nel 2010. Una modalità di recupero dei crediti a cui fanno ricorso non solo lo Stato, ma pure gli enti locali e gli altri enti pubblici (per esempio Inps, Inail, Camere di commercio e consorzi di bonifica). Ma il grosso viene da Dogane ed Entrate, i recuperi per tributi gestiti dalle due principali agenzie fiscali incidono per il 50% sul totale dei carichi di ruoli da riscuotere. Resta una massa di crediti ancora da incassare pari a circa 400 miliardi.
Il ruolo è un elenco che raccoglie in modo ufficiale i nominativi di coloro che hanno pendenze debitorie verso un soggetto pubblico. Una sorta di maxi-tabulato su cui sono riportati generalità, indirizzo di recapito e importo dei crediti che non vi è stato modo di riscuotere per le vie ordinarie. Il debitore se ne accorge quando gli arriva una raccomandata con la cartella di pagamento. Da questo momento il destinatario ha 60 giorni tassativi per pagare, altrimenti incappa in ganasce fiscali, pignoramenti o ipoteche immobiliari. Prima di iniziare l'azione esecutiva Equitalia manda un sollecito bonario (3,4 milioni nel 2010).
L'elenco (ruolo) viene compilato periodicamente dall'ufficio creditore e inviato all'agente della riscossione (dal 2006 è Equitalia). Questi procede all'incasso, senza curarsi di porteste e lamentele.
Prima del 2000 i ruoli riscossi erano minimi. Poi, con la riforma, la riscossione è diventata più efficace. Gli ultimi risultati parlano di una progressione crescente del tasso di riscossione. Nei primi 4 mesi del 2011 sono stati introitati a mezzo ruolo 3,1 miliardi di euro (+12,5% sul 1° quadrimestre 2010). Non vengono tralasciati i crediti da morosità rilevante (oltre 500mila euro), i quali incidono di norma per almeno un 20% sul totale portato a riscossione.
La Corte dei conti, nel recente Rapporto di coordinamento della finanza pubblica, ha considerato apprezzabile il dato medio secondo cui circa il 20% del carico netto viene definitivamente acquisito nelle casse dello Stato (ma per questo traguardo bisogna aspettare due lustri, come dimostra la tabella in pagina). Può apparire un dato troppo modesto, ma rispetto al passato segna un progresso e anche la Corte dà atto di casi specifici in cui, precedentemente, le percentuali di recupero erano dimezzate.

Fonte:Il sole 24ore

In “movimento” contro le vessazioni di Equitalia e banche.

Politicamente trasversali, decisi, preparati e sempre più numerosi, i movimenti Anti Vessazioni scenderanno in piazza il 16 Giugno a Roma.

Alcuni responsabili ci spiegano «una cosa sono le finalità delle imposizioni, su cui non ci pronunciamo ma altra cosa sono le modalità delle VESSAZIONI di Equitalia, perno delle nostre contestazioni. Ognuno su questo punto specifico condivide un “comune sentire”: la loro fondamentale INIQUITA’. E’ ormai evidente a tutti che il perpetrare delle vessazioni, spacciandole addirittura per cosa EQUA per l’ITALIA, è un ingannevole abominio. Equitalia (e le sue molte S.p.A. consociate) hanno pertanto ormai finito di abusare della credulità popolare sui suoi “scopi etici”, palesando tutte le contraddizioni tra modalità e finalità di questo “sistema”. “Le riscossioni” hanno già una parte cospicua di sanzione, spesso raddoppia l’importo impositivo originario addebitabile. Non solo il 10 , il 20 o il 30 , ma anche il 100 % in più ! E ancor prima di “passare” a Equitalia in quel 100% in più, vi sono risorse gigantesche, di cui per il buon funzionamento (oggi quasi immediato) dell’esazione, statale o regionale, abbisogna di una parte minima per finanziarsi congruamente, compresa la “premialità” dei suoi funzionari..
Con Equitalia invece, la somma dell’importo più la sanzione sono solo l’inizio di un meccanismo di addebiti “sanzionatori” (di fatto moltiplicatori) che, per formule IPERtecnicistiche (quindi volutamente indecifrabili) che eludono tutte le norme sull’usura (opportunamente “derogate”), originano addebiti IMMENSI. A quel punto inevitabilmente si sfocia verso l’automatica svendita all’asta dell’enorme patrimonio abitativo e lavorativo. Espropriazioni inutili, addirittura controproducenti per il raggiungimento dell’obbiettivo primario. Chi non può far fronte alle vessazioni di pretese ingigantite ad arte, è perché è in difficoltà e spesso l’immobile è già ipotecato dalla banca, per cui i ricavi ottenuti dalle svendite all’asta, vanno alla banca. Allo Stato, forse, le briciole. Così la parte residua del debito, rimane comunque in capo ai malcapitati che si trovano senza immobili e tanti debiti. E il debito ri-aumenterà fino a costringerne i figli a rinunciare all’eredità, a beneficio degli stessi strozzini che li hanno rovinati. Un sistema devastante che deve finire.»
Banche, altro argomento non meno bollente. Sotto la lente di ingrandimento sono le speculazioni finanziarie sui debiliti che hanno fruttato fortune immense senza aver investito nulla nell’economia ma indubbiamente causa primaria della crisi economica che stiamo vivendo. Una crisi che ha prodotto 100 milioni di disoccupati in più al mondo, e in Italia con i derivati fasulli sono state eluse tasse per centinaia di miliardi di euro. Nonostante la provata responsabilità delle banche ancora in galere non è finito nessuno e i cittadini vittime di questo sistema, “cornuti e mazziati” vengono ancora spremuti per far fronte al debito pubblico che sta esplodendo. Non basta. Ora con il Decreto Sviluppo si mettono pure al sicuro i banchieri. Non solo aumenta il tasso soglia utile alla determinazione dell’usura ma cambiano i meccanismi di calcolo previsti nella legge 108/96. Un bel regalo ai banchieri a cui dobbiamo “baciare le mani” per aver saputo sapientemente gestire la crisi.
Chi si sente vessato e chi vuole un Paese più giusto potrà partecipare alla manifestazione il 16 Giugno alle ore 15 - piazza della Repubblica – Roma.

"Le Figaro" e gli stipendi d'oro dei nostri burocrati



PALERMO Un'operazione verità sul personale della Regione viene chiesta da Michele Palazzotto e Enzo Abbinanti, segretario generale e componente della segreteria di Fp Cgil, dopo l'articolo di ieri di Le Figarò. «Qualche giorno fa il Corriere della Sera e ora Le Figarò basandosi sulle cifre globali della Corte dei Conti - scrivono - dipingono la Sicilia come la Regione degli sprechi. La realtà è che si sta sempre più divaricando la forbice fra chi nell'amministrazione regionale guadagna troppo (gli alti burocrati e i funzionari vicini alle stanze del potere) e chi guadagna esattamente come gli altri dipendenti pubblici. Alcuni esempi: oltre 6 mila dipendenti hanno uno stipendio lordo annuo che non supera i 25 mila euro e che tradotto equivale a non più di 1.500 euro al mese; oltre 5 mila dipendenti, precari da più di vent'anni per volere della politica clientelare, sono invece sulla soglia dei 1.000 euro mensili in busta paga».
Ma l'assessore alla funzione pubblica e alle autonomie locali Caterina Chinnici ha inviato una lettera al direttore de Le Figaro per «chiarire le imprecisioni contenute nell'articolo ed evidenziare alcuni dati in grado di correggere l'immagine distorta delle retribuzioni degli stipendi dei dipendenti regionali che emerge da quell'articolo». «Nessun dipendente regionale ha goduto di incrementi del 40%» precisa l'assessore . Gli stipendi tabellari dei dipendenti della Regione Siciliana sono pressochè identici a quelli delle altre regioni d'Italia: si va dai 1.376 euro dell'operatore di categoria A, ai 1.493 del collaboratore di categoria B, ai 1.704 euro dell'istruttore di categoria C, ai 1.972 del funzionario di categoria D. I dirigenti di seconda e terza fascia percepiscono in media 3.811 euro comprensivi di retribuzione di posizione e indennità integrativa speciale. I dirigenti di prima fascia raggiungono invece 7.930 euro mensili. Dal 2004 al 2008 l'aumento della spesa complessiva per stipendi è causata dalla contrattualizzazione - per scaglioni - a tempo determinato e per 5 anni, quindi fino al dicembre 2010, di oltre cinquemila Lsu (Lavoratori socialmente utili) che non sono dipendenti di ruolo dell'amministrazione. Dividere, quindi, la somma destinata agli stipendi (comprese le retribuzioni degli Lsu) per il numero dei soli dipendenti di ruolo è un falso storico, amministrativo e, perfino, algebrico».

http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=20364&Edizione=12&A=20100203

Tremonti, Equitalia, Comuni: lo scaricabarile su ganasce, ipoteche e pignoramenti

Tremonti, Equitalia, Comuni: lo scaricabarile su ganasce, ipoteche e pignoramenti

Un milione seicentomila preavvisi di fermo e 577mila fermi effettuati. Quattrocentocinquantamila ipoteche iscritte dal 2007 al 2010 ed ancora in vita, escluse quindi quelle per cui è avvenuta la cancellazione, 135mila nuove ipoteche solo lo scorso anno. Undicimilacentottantanove pignoramenti immobiliari, erano poco più di 8700 nel 2007. Tre milioni quattrocentomila solleciti inviati dall’agente della riscossione ai contribuenti in posizione di debito, 21% in più rispetto al 2009. Pagare i propri debiti con lo Stato è un dovere, ma c’è modo e modo verrebbe da dire. Equitalia, società pubblica nata nel 2006 e che ha il compito di recuperare i crediti che lo Stato vanta nei confronti dei cittadini, spesso, troppo spesso, ricorre a metodi vessatori. Non c’è proporzione tra la forza che l’esattore può esercitare e le difese che il contribuente può utilizzare.Iniziava così un pezzo apparso su blitzquotidiano il 17 maggio scorso e che raccontava un modus operandi vessatorio da parte di Equitalia nei confronti dei cittadini debitori. A denunciare il modo di fare delle agenzie di recupero crediti sono state in primis le associazioni dei consumatori. Denunce a cui sono seguite poi vere e proprie proteste, anche di piazza, e che trovano oggi una sponda inaspettata: quella del ministro delle finanze Giulio Tremonti. Dopo aver denunciato l’oppressione di cui sono vittime le imprese il ministro dell’Economia è passato ora all’attacco annunciando nuove misure a tutela di chi cade tra le maglie della riscossione di Equitalia. C’è un “eccesso di applicazione” delle ganasce fiscali, ha detto Tremonti in occasione del decennale della nascita delle agenzie fiscali, ma ha precisato che sono forme di esecuzione “fatte per conto dei Comuni e poi la colpa ricade sullo Stato”. Così come sono troppo elevati gli interessi sulle sanzioni – ha osservato il ministro – che “ricordano da vicino l’anatocismo”, ovvero la pratica tutta bancaria che prevede il calcolo degli interessi sugli interessi in caso di rateizzazione. Questo sistema, ha aggiunto il titolare di Via Venti Settembre, “non porta rigore ma solo discredito”.Per il ministro dell’Economia è arrivato il dunque momento di correggere alcune storture del sistema fiscale italiano. “Meno ganasce, meno interessi passivi addebitati e un sistema più vicino alla condizione reale di tanti cittadini italiani”, ha sintetizzato. Sul tema delle “vessazioni” che colpiscono i contribuenti e sul tema delle “ganasce fiscali” è intervenuto anche il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera. “Molti problemi” relativi ai fermi amministrativi, ha spiegato, “arrivano dai Comuni che, di fronte all’efficienza di Equitalia, non si sono adeguati” e quindi non comunicano tempestivamente le nuove situazioni dei contribuenti che farebbero decadere l’applicazione dei fermi. Befera che poco più di un mese fa si era limitato a dire, in un’audizione alla Camera, che “accade spesso che l’attività posta in essere dalle società del gruppo Equitalia sia soggetta a critiche”.Ministro e direttore dell’Agenzia dell’Entrate che si nascondono in parte dietro l’inefficienza, o comunque l’intempestività di comunicazione, degli enti locali, ma che ora riconoscono che il problema esiste e va affrontato.Se il problema fosse solo quello della difficoltà di comunicazione tra enti locali, agenzia delle entrate, tribunali etc la soluzione sarebbe relativamente semplice. Basterebbe sfruttare la tecnologia per far si che una decisione presa dal tribunale di Rieti, ad esempio, non impieghi un anno ad essere recepita dal comune di Roma e viceversa. Hanno ragione Tremonti e Befera a puntare il dito contro questa difficoltà di comunicazione tutta a scapito dei cittadini. Ma questo è solo un aspetto della questione.Nel pezzo del 17 maggio venivano individuate cinque criticità, cinque punti particolarmente dolenti, che trasformavano il diritto dello Stato di rientrare dei proprio crediti in un comportamento vessatorio di Equitalia nei confronti dei cittadini. Ipoteche, pignoramenti dei conti, blocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione, fermo amministrativo e udienze concesse con tempi lunghissimi. E anche su queste cinque pratiche devono intervenire il ministro ed Equitalia stessa se vogliono riformare il sistema. Non solo sulla capacità di comunicare tra le varie “parti”dello Stato.Innanzitutto le ipoteche, nota dolentissima del rapporto Equitalia cittadini. Non è pensabile che per un debito di poche migliaia di euro possa essere ipotecato un bene immobile dal valore decine se non centinaia di volte più grande. Deve esserci una proporzione tra il debito e il bene “attaccato”. E soprattutto deve esserci comunicazione. Nonostante le smentite di Equitalia ci sono decine di storie di cittadini che si sono ritrovati la casa ipotecata, con tutte le conseguenze del caso, senza saperne nulla. Equitalia, il creditore, prima di fare un passo simile deve comunicare al cittadino le proprie intenzioni, per avvertirlo e per dargli la possibilità di mettersi in regola. Se questa comunicazione non c’è Equitalia deve essere sanzionata, punita per il suo comportamento scorretto.Discorso simile per il pignoramento dei conti. Non si possono bloccare per tempi eterni i conti correnti dei cittadini, a volte impedendo persino il pagamento del debito. Il cittadino debitore va avvisato, e magari si può persino pensare ad un prelievo forzoso laddove sia dimostrata la capacità economica del contribuente inadempiente. Ma non si può costringere il cittadino a diventare ostaggio di pratiche perse e confuse tra banche, uffici dell’agenzia delle entrate e tribunali. Semplificazione, una parola tanto amata da questo Governo, che non ha però riscontri pratici nella vita quotidiana. Semplificazione e omogeneità di trattamento. Non si capisce perché infatti se un cittadino non paga una multa dopo alcuni mesi arriva una nuova multa moltiplicata nel valore e, in breve, si rischia l’ipoteca, il fermo della macchina eccetera e, invece, lo Stato impiega mesi a pagare i propri debiti, senza sanzioni. La disparità di trattamento che lo Stato riserva ai cittadini quando è creditore rispetto a quella che concede a se stesso quando veste i panni di debitore è intollerabile e rende i controlli fiscali viepiù indigesti. Dovrebbe, ed è banale dirlo, essere lo Stato un buon esempio. Discorso che tocca in pieno il punto del blocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.Per quanto riguarda infine gli ultimi due punti, il blocco amministrativo e le udienze concesse con tempi biblici, bisogna dar ragione a Tremonti. A difettare qui è soprattutto la comunicazione. Ma a pagare questo difetto dello Stato, perché non è mai il cittadino che non comunica o che fissa udienze con tempi non da agenda ma, nel migliore dei casi, da calendario, deve essere lo Stato stesso.

http://www.blitzquotidiano.it/economia/tremonti-equitalia-comuni-scaricabarile-ganasce-ipoteche-pignoramenti-863327/comment-page-1/

La crociata dell’Idv contro Equitalia- Gerit


Una sede di Equitalia, Roma
Equitalia è nel mirino dei cittadini e ora anche dei politici che siedono in parlamento. Il caso lo riporta oggi Stefano Pedica dell’Idv con una interrogazione a risposta scritta rivolta a Tremonti, ministro dell’Economia e delle Finanze. Nella premessa Pedica sottolinea che la società pur essendo privata (è una società per azioni) le azioni sono detenute interamente dal pubblico: il 51% in mano all’Agenzia delle entrate e 49% all’Inps. I compiti sono: l’attività di riscossione nazionale dei tributi e contributi e l’obiettivo della società è «quello di contribuire a realizzare una maggiore equità fiscale, dando impulso all’efficacia della riscossione attraverso la riduzione dei costi a carico dello Stato e la semplificazione del rapporto con il contribuente». Nella pratica, invece, scrive Pedica: «nonostante sia nata inizialmente con il compito di contrastare l’evasione fiscale, ormai è nota soprattutto per i numerosi casi di mal funzionamento a danno dei cittadini». E il mal funzionamento del sistema di riscossione, secondo l’esponente dell’Idv, sarebbe provato dai numerosi casi sanzionati dalla magistratura. E cita alcuni esempi come quello della «Commissione tributaria regionale di Bari, sezione VIII, che con la sentenza n. 36 del 12 aprile 2010, ha giudicato non corretto l’operato dell’esattore che in sede giudiziale non è riuscito a provare la notifica della cartella e ha iscritto ipoteca legale sull’immobile del contribuente, senza essere in grado neppure di dimostrare l’avvenuta comunicazione presso il luogo di domicilio fiscale del destinatario». E ancora: il caso del tribunale di Genova, seconda sezione, che con la sentenza 14212 del 3 dicembre 2010, «ha ritenuto illegittima l’esecuzione immobiliare poiché la somma dovuta dal debitore era inferiore alla soglia minima per la quale è ammessa l’espropriazione». Anche il tribunale di Roma si è espresso con la sentenza del 9 dicembre 2010, con la quale «ha qualificato doloso il comportamento di Equitalia Gerit per avere iscritto ipoteca in assenza dei presupposti». Pedica continua citando anche la sede distaccata di Ostia il cui tribunale ha sentenziato clamorosamente la condanna di Equitalia-Gerit (sent. 9 dicembre 2010) al pagamento della somma di euro 25mila in favore del contribuente per “lite temeraria” ritenendo che nella specie “non si tratta di un risarcimento ma di un indennizzo (se si pensa alla parte a cui favore viene concesso) o una punizione (per aver appesantito inutilmente il corso della giustizia, se si ha riguardo allo Stato) di cui viene gravata la parte che ha agito con imprudenza, colpa o dolo”. Il fatto che il tribunale di Roma in quest’ultima sentenza abbia condannato la Gerit Equitalia S.p.a., scrive infine Stefano Pedica «per la sua condotta senza dubbio scorretta e sintomatica di inefficienze amministrative ex art. 96 c.p.c dimostra come la situazione sia grave e preoccupante per la tutela dei cittadini». Ma ormai i cittadini «sono continui destinatari di decine di “cartelle”, ingiunzioni, esazioni, multe, contravvenzioni, more, precetti, pignoramenti, sequestri, molti dei quali, tra l’altro, illegittimi». Quello che mette in evidenza Pedica è che anche quando la ragione del cittadino –vessato è palese i ricorsi costano, gli avvocati che preparano le istanze alla fine presentano il conto e molto spesso «le spese sono maggiori della stessa multa contestata». Oggi a coronamento dell’iniziativa politica promossa dall’Idv sul caso “Equitalia” si è svolta una pacifica manifestazione sotto le aule parlamentari. A questo punto, all’interrogazione dovrà rispondere Tremonti, il quale però aveva già dichiarato nei giorni scorsi che la questione legata ai pignoramenti delle auto e delle case andava rivista a tutela, appunto, dei contribuenti. Reda.

CALABRIA/FISCO: PETRAMALE (CONFAPI), REFERENDUM CONTRO EQUITALIA

(ASCA) - Cosenza, 26 mag - ''La cravatta fiscale di Tremonti, dal primo luglio in poi, con la complicita' di Equitalia, stringera' piu' forte il colletto delle imprese''. Lo ha dichiarato il presidente di Confapi Calabria, Mario Petramale, il quale ha aggiunto ''d'essere seriamente preoccupato davanti ai possibili effetti del decreto Sviluppo, ovvero in quella parte in cui si prevede che trascorsi 60 giorni dalla notifica dell'accertamento, il fisco potra' iniziare automaticamente le procedure della riscossione dell'imposta dovuta. Si tratta - secondo Petramale - di una consegna, da parte di Tremonti, di una specie di potere assoluto a Equitalia, ovvero di un'accelerazione notevole delle procedure di riscossione, dal momento che si eliminera' il passaggio dell'iscrizione a ruolo e della successiva emissione della cartella esattoriale''.

''Tutto cio' significa - secondo Petramale - che si accorceranno i tempi per la gestione dell'esborso finanziario relativo agli avvisi di accertamento. Sara' quindi una stretta finale al collo delle aziende dal momento che proprio l'accertamento esecutivo obblighera' il contribuente a pagare una congrua parte delle imposte accertate prim'ancora che se ne sia verificato l'effettivo dovuto. In particolare - spiega Patramale - appare (anzi lo e') particolarmente lacunoso il coordinamento con le procedure deflattive del contenzioso tributario''.

''Se - puntualizza Petramale - dovesse entrare in vigore questa norma, Equitalia avrebbe un potere assoluto e indiscriminato e potra' agire senza alcun preavviso''.

''Per questa ragione - afferma il presidente regionale della Confapi Calabria - promuoveremo un referendum per l'abrogazione della legge N*248 del 2/12/2005 e successive modificazioni e integrazioni. E' stata questa legge , infatti, che ha dato la possibilita' all'Agenzia delle Entrate di costituire societa' ad hoc per la riscossione dei tributi, ovvero la famigerata Equitalia''.

red/mpd

(Asca)

"Entro tre anni lo svincolo di Portorosa". Sciacca (Cas) annuncia il progetto


Giovedì 26 Maggio 2011 . "Il Consorzio autostrade siciliane sta provvedendo ad aggiornare il progetto per la realizzazione dello svincolo di Portorosa secondo le richieste dei tecnici per poi inviare il tutto alla Commissione Via (Valutazione impatto ambientale) del Ministero per le proprie valutazioni definitive". A dichiararlo il commissario del Cas di Messina Gaetano Sciacca.
"Ovviamente - continua il commissario ad acta - il costo complessivo di questo nuovo progetto supererà di molto l’importo previsto in Apq (Accordo programma quadro) per cui sarà necessario richiedere una ulteriore integrazione finanziaria.

Tenuto conto della criticità dei finanziamenti riguardanti le infrastrutture in Sicilia e nel resto del Paese, il Consorzio potrebbe procedere all’appalto dello stralcio dello svincolo unidirezionale per avviare i lavori nei limiti dell’importo finanziato, per poi completare l’opera bidirezionale con il restante finanziamento.

"Lo Svincolo di Portorosa rimane un progetto essenziale del Consorzio autostradale - assicura Sciacca - già inserito nel nostro piano triennale delle opere da realizzare".

ROMA, UOVA E PETARDI CONTRO LA GERIT/EQUITALIA



In mattinata alta tensione durante la manifestazione di fronte alla sede centrale dell'ente riscossore

Una mattinata di fuoco davanti alla sede di Gerit/Equitalia a Roma. Uova, pomodori, ortaggi e petardi sono stati lanciati contro la sede e contro gli agenti in tenuta antisommossa. Intorno alle 12, in via Palmiro Togliatti, i manifestanti - molti dei quali pensionati, disoccupati o precari - hanno espresso tutta la loro rabbia. "Strozzini" è stato il termine urlato più di frequente dai manifestanti.

http://libero-news.it/news/748256/Roma__Uova_e_petardi_contro_la_Gerit_Equitalia.html

Imprenditore paga a Equitalia debiti non suoi con colletta

Azienda rischia chiusura, corsa per impedire macchine all'asta

(ANSA) - FIRENZE, 25 MAG - Luigi Giannattasio, l'imprenditore di Calenzano, che per pagare debiti non suoi, ma lasciati dai precedenti titolari dell'azienda, rischia di finire sul lastrico, oggi e domani saldera' a Equitalia il dovuto sborsando circa 24.500 euro, raccolti con una colletta messa insieme con anticipi di clienti e con prestiti da amici. ''Oggi abbiamo dato 20.000 euro, domani porteremo gli altri soldi. Spero che serva a bloccare l'asta con cui vogliono vendere le macchine'', ha detto Giannattasio, a capo di Fabris Ingranaggi, azienda con 10 addetti e un buon portafoglio ordini.(ANSA).

FISCO. Cartelle pazze, Lannutti (Idv) chiede commissione d'inchiesta su Equitalia

Da Elio Lannutti, Senatore dell'Idv e Presidente dell'Adusbef, arriva una proposta, anzi un disegno di legge per l'istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta, con gli stessi poteri della magistratura, sulla correttezza delle procedure con le quali Equitalia Spa riscuote le somme dovute dai cittadini allo Stato. In particolare l'inchiesta dovrebbe accertare il numero delle "cartelle pazze" recapitate ingiustamente ai cittadini negli ultimi anni, e stabilire anche la correttezza delle procedure di iscrizione di ipoteche su immobili all'insaputa dei proprietari. Secondo Federcontribuenti - sottolinea Lannutti - siamo a quota un milione e mezzo".

Il Codacons esprime pieno appoggio alla proposta di Lannutti. "Sono anni che denunciamo il fenomeno delle cartelle pazze, che assilla e danneggia i contribuenti italiani - afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Finalmente, qualcosa sembra muoversi, e i nostri esposti iniziano a dare i primi frutti". Il Codacons ricorda che il Gip del Tribunale di Roma ha recentemente rinviato a giudizio per abuso di atti d'ufficio un funzionario di Equitalia colpevole di avere emesso nel 2009 una cartella pazza relativa ad un debito inesistente. E solo pochi giorni fa il Gip del Tribunale di Catanzaro, accogliendo le richieste dell'Associazione, ha disposto indagini a tutto campo in merito al fenomeno delle cartelle pazze. "Non possiamo che essere d'accordo con la proposta del Sen. Lannutti - prosegue Rienzi - E' indispensabile una commissione che indaghi e vigili sull'operato di Equitalia, che faccia luce sulle cartelle pazze e che difenda i cittadini da errori, abusi e soprusi".

FISCO. MDC Roma Ovest apre sportello assistenza per vittime di Equitalia

26/04/2011 - 10:45
Il Movimento Difesa del Cittadino Roma Ovest ha aperto lo Sportello SOS Fisco per tutti quei cittadini vittime di cartelle esattoriali irregolari. L'associazione infatti ha ricevuto molte segnalazioni da parte di cittadini "vittime di Equitalia e di cartelle esattoriali relative a verbali mai notificati o a tributi erroneamente calcolati, fermi amministrativi per debiti prescritti che costringono il cittadino a non utilizzare la propria autovettura e iscrizioni di ipoteca arbitrarie di valore esorbitante", afferma l'associazione.

"Queste ultime - spiega MDC Roma Ovest - in spregio alla legge 73 del 22 maggio 2010, per la quale dal 26 maggio 2010 (giorno di entrata in vigore della legge), Equitalia non può iscrivere ipoteca per debiti inferiori agli 8.000 euro. Per il passato, sono i singoli cittadini che devono attivarsi, presentando alla società di riscossione una istanza in cui si obietta l'insussistenza dei presupposti per il mantenimento dell'ipoteca e se ne richiede la cancellazione d'ufficio (spetta poi a Equitalia accollarsi i costi degli oneri di iscrizione e di cancellazione ipotecaria)".

MDC sta valutando la possibilità di "procedere con un'azione collettiva visto il numero delle segnalazioni pervenute dai cittadini tutti danneggiati in modo irreparabile dai comportamenti vessatori della società Equitalia Gerit spa che arbitrariamente e in maniera sistematica infligge gravissime sanzioni". L'associazione ha aperto lo Sportello SOS Fisco per la gestione di questi casi: le segnalazioni possono essere inviate all'indirizzo e-mail direzione@mdcromaovest.it o si può telefonare al numero 06/88642693.

Equitalia, è rivoltadi




Tommaso Cerno e Paola Pilati Milioni di italiani ricevono richieste di soldi assurde, spesso per multe e bollette già pagate o non dovute. Un Moloch di Stato che non ascolta ragioni e ti pignora la casa per pochi euro. Ma ora c'è chi dice basta
(30 novembre 2010) Un grande falò di cartelle esattoriali sotto la Mole Antonelliana. Parte da Torino la rivolta fiscale contro Equitalia. Sono pronti a migliaia per la prima class action, proprio come nei film americani, che porterà davanti al giudice quello che definiscono il nuovo sceriffo di Nottingham: il fisco impazzito. Non difendono certo gli evasori e le frodi. Anzi, denunciano i metodi della società pubblica che riscuote tasse, contributi Inps, Iva, multe e canone Rai per conto dello Stato. Nel 2006 fu armata dal governo per scucire il dovuto ai più incalliti nemici del fisco, ma sta diventando l'incubo di un'altra categoria: artigiani senza più commesse, commercianti oberati di debiti, famiglie monoreddito stremate dai conti di casa. Secondo i dati diffusi per la prima volta, i 18 milioni di cartelle inviate solo nell'ultimo anno e i 40 milioni fra solleciti, notifiche e avvisi di pagamento colpiscono con la stessa rudezza furbi e imbroglioni, ma pure cittadini con colpe veniali e magari pronti a pagare. Gente che si vede trattare dagli sceriffi di Equitalia come ricercati. E che sfinita si sta ribellando.

Voi evasori, noi poveracci
Il consigliere regionale Alberto Goffi è una specie di Robin Hood che viaggia per Torino su una jeep verde con il numero di cellulare sulla fiancata. E' lui che ha chiamato a raccolta questo popolo e ha ingaggiato un duello inedito fra due soggetti pubblici: il locale ufficio di Equitalia Nomos e l'Osservatorio messo in piedi dalla Regione Piemonte, che gli fa le pulci. Un duello che potrebbe allargarsi a macchia d'olio in tutto il Paese. E così in mezzo a chi le tasse non le paga davvero, nasconde capitali all'estero, distrugge le multe e con le bollette riempie i cuscini, c'è sempre più gente come Anna: dopo la crisi della Fiat per mandare avanti l'azienda che faceva componenti per auto ha congelato i versamenti Inps. Aveva un debito da 300 mila euro, che nel frattempo è salito a più di un milione. E non si ferma. La rata da 37 mila euro al mese non la reggeva. Così, adesso che gli ordini sono tornati a salire e avrebbe lavoro per un decennio, sta licenziando e chiuderà baracca: "L'interesse annuale è più alto del debito, così io pago ma non finisco mai. Mi hanno portato via tutto, mobili, macchinari, auto e casa. Mi resta l'orologio che mi regalò mio marito e ho paura che me lo sfilino dal polso. Secondo lei, se volevo evadere mi intestavo tutto?". C'è Francesco, 46 anni, licenziato, bimba a carico. S'è visto ipotecare il mini-appartamento per non aver pagato il canone Rai. C'è Giorgio, 39 anni, cassintegrato: "Il mutuo mi mangia tutto e quelle vecchie multe di quattro anni fa si sono trasformate in un incubo: il debito è triplicato, paghiamo ogni mese e non scende mai". E c'è Giovanni, 60 anni, che fornisce macchinari alle carceri. Stavolta è lo Stato che ha smesso di pagarlo e così lui non ha potuto versare i contributi Inps per i tre dipendenti. Solo che adesso quello stesso Stato è pronto a mettergli all'asta la casa.

Nell'ottobre 2009 Equitalia mandò un preavviso di ganasce fiscali addirittura al Radio Soccorso di Torino, che trasporta i malati di cancro. Il tutto per un debito di 3.058 euro su una vecchia tassa rifiuti. "Una cosa è la caccia ai delinquenti, che ogni anno nascondono allo Stato 120 miliardi di tasse e vanno presi. Altra cosa è infierire su questi poveracci per fare cassa", dice Goffi.

Ecco il punto. Da un anno l'Agenzia delle Entrate ha diminuito le "commesse" per Equitalia: meno riscossioni con la forza, più disponibilità a trattare con i presunti evasori per ottenere in via bonaria e in tempi più rapidi il dovuto.

In questo modo l'Agenzia incassa direttamente oltre il 67 per cento dei crediti, lasciando alla società di riscossione circa un caso su tre. E così Equitalia si concentra sempre di più su multe, canoni, Tarsu e ritardi di pagamento o sui piccoli imprenditori soffocati dalla recessione.
Applicando le stesse ipoteche e pignoramenti previsti per chi evade, anche per poche centinaia di euro. L'effetto pratico è bizzarro: l'evasore consapevole, mimetizzato dietro off shore e conti esteri, senza case da sequestrare né auto da bloccare, se la cava spesso con un concordato. Mentre il cittadino che ogni anno compila il modello Unico, ma non ha i quattrini per saldare, si vede spogliato di tutto.

Dall'Antimafia al Tribunale del lavoro: il senatore Lumia (Pd) accusato di avere pagato in nero per ben 8 anni il proprio addetto stampa

Redazione on 22 Aprile, 2011 12:48:48

Casi eclatanti di parlamentari condannati per aver sfruttato il lavoro in nero dei propri portaborse ce ne sono già tanti. Ci sono anche documenti ufficiali che attestano che quella di non rispettare le regole sia prassi diffusa presso il 60% circa dei parlamentari stessi, nonostante deputati e senatori dispongano rispettivamente di circa 4.100 e 4.600 euro mensili per il proprio staff

Venerdì 22 Aprile 2011 - Per anni si è schierato in difesa degli oppressi e della legalità, contro Cosa nostra, in difesa dei disoccupati e dei precari, contro il Governo di Silvio Berlusconi. Adesso, il senatore del Pd Giuseppe Lumia dovrà limitarsi a difendere se stesso, davanti al Tribunale del lavoro di Palermo, dall’accusa di avere calpestato lui per primo quei sacrosanti valori. A portarlo davanti al giudice è il suo storico addetto stampa, Davide Romano, giornalista e scrittore molto noto a Palermo – e non solo – che per circa 8 anni ne ha curato i rapporti con gli organi di informazione e la segreteria politica. Da un ricorso presentato da Romano emergerebbe che, nel periodo in cui ha lavorato per Lumia, sarebbe stato pagato perennemente in nero, senza ferie, senza contributi, con uno stipendio da fame e la costante minaccia di essere mandato a casa se avesse insistito nel chiedere di essere messo in regola.

Accuse pesanti per chi solo lo scorso 9 aprile, tramite l’agenzia Ansa, imputava al Governo di ignorare le istanze dei lavoratori, auspicando l’apertura di una nuova stagione politica, mirata all’investimento “di risorse per garantire più opportunità ai giovani” e all’abolizione del “precariato per assicurare loro prospettive di lavoro e di vita più stabili”. E se, come denuncia Romano, per 8 anni, dal dicembre 2001 al luglio 2009, il senatore lo avesse fatto lavorare per 8, 12, 14 ore giornaliere, senza ferie né permessi, per appena 800mila lire prima e 800 euro mensili dopo, la delusione sarebbe cocente. Tanto più che Lumia, oggi inquilino di palazzo Madama e ospite fisso a Montecitorio dal 1994 al 2008, ha rivestito dal 2000 al 2001 anche la carica di presidente della commissione parlamentare Antimafia.

Il dossier presentato da Romano è accurato e pieno di prove, anche testimoniali. Del resto, tutti gli operatori dei media – dai giornali alle agenzie, passando per le emittenti radio e televisive – lo hanno conosciuto in quegli anni come responsabile unico dell’ufficio stampa e della segreteria dell’esponente palermitano del Pd al quale, per riparare alle differenze retributive, alla mancata corresponsione dell’indennità di mancato preavviso, del trattamento di fine rapporto e di ogni altro emolumento negati in passato, viene richiesta, nel ricorso redatto dall’avvocato Sonia Spallitta, la modica somma di 367.868 euro e 59 centesimi.

Insomma, sono tempi duri per Lumia che, da tempo, è oggetto degli improperi degli ex alleati del centrosinistra per avere appoggiato fino ad ora l’alleanza del Pd siciliano con Raffaele Lombardo e che nel 2008 ha rischiato di essere messo da parte dal suo stesso partito, arrivando a strappare una candidatura al Senato solo in extremis. E Ora? Cosa Succederà? Difficile dirlo. Casi eclatanti di parlamentari condannati per aver sfruttato il lavoro in nero dei propri portaborse ce ne sono già tanti. Ci sono anche documenti ufficiali che attestano che quella di non rispettare le regole sia prassi diffusa presso il 60% circa dei parlamentari stessi, nonostante deputati e senatori dispongano rispettivamente di circa 4.100 e 4.600 euro mensili per il proprio staff. A questo punto, a Lumia non resta che riordinare le idee ed elaborare risposte convincenti per spiegare l’intenso traffico telefonico avuto con Romano tra il 2001 e il 2009, per motivare il mancato versamento dei contributi previdenziali o del Tfr a chi per anni è stato il suo assoluto alter ego. L’unica certezza è che un piccolo favore, dalla magistratura, il parlamentare del Pd lo ha già ottenuto: la prima udienza, infatti, è stata fissata per il 29 marzo 2012. Praticamente tra un anno.

E se i tempi della giustizia sono questi, il senatore Lumia può tirare un po’ il fiato e confidare nella scarsa memoria popolare per rigettarsi nella mischia in difesa dei lavoratori precari e della legalità.

http://www.98cento.it/cronaca/12447-dallantimafia-al-tribunale-del-lavoro-il-senatore-lumia-accusato-di-avere-pagato-in-nero-per-ben-8-anni-il-proprio-addetto-stampa.html

Scossa di terremoto alle Isole Eolie -

Magnitudo(Ml) 2.1 - ITALIA - Evento in mare
Un terremoto di magnitudo(Ml) 2.1 è avvenuto alle ore 03:10:38 italiane del giorno 20/Apr/2011 (01:10:38 20/Apr/2011 - UTC).
Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico: Isole_Lipari.
I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo.
Comuni entro i 10Km: LENI (ME)
Comuni tra 10 e 20km:
MALFA (ME)
SANTA MARINA SALINA (ME)

Furnari al voto tra il 15 ottobre e 15 dicembre 2011 ?

Furnari era stato inserito tra i 28 comuni che andranno a votare al prossimo turno di primavera (29/30 maggio 2011) per il rinnovo degli organi comunali.Di fatto la proroga(ex art. 143 D.lgs 267/2000) richiesta dai Commissari Straordinari che reggono il Comune di Furnari ,concessa dal Ministro degli Interni, per altri 6 mesi ha impedito che ciò avvenisse. Gle elettori di furnari potrebbero però recarsi alle urne " in base alla nuova normativa regionale,comma 10,terzo periodo, dell'art.143 " in una domenica compresa tra 15 ottobre e il 15 dicembre 2011,partecipando ad un turno straordinario. La notizia che comunque non ha al momento nulla di ufficiale ha già fatto scattare lo stato di fibrillazione tra le compagini che si condenteranno gli scranni del consiglio comunale e la poltrona di primo cittadino.

Sette scosse sismiche in appena 24 ore

Barcellona- Si susseguono con una certa frequenza lievi scosse di terremoto, ben 7 nelle ultime 24 ore. E i sismografi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia le hanno registrate nel distretto del Golfo di Milazzo. In particolare, tre movimenti tellurici si sono verificati ieri poco dopo mezzogiorno. L'ultima delle scosse è stata registrata alle 13.36 di ieri, localizzata nello stesso distretto sismico, con epicentro nel triangolo tra Barcellona, Furnari e Milazzo. La scossa di maggiore intensità – sempre nella stessa area – sempre nella tarda mattinata di ieri di magnitudo 2.5, è stata registrata alle 12,26. La terza, sempre ieri di magnitudo 2.3, è stata invece registrata poco dopo, alle 12,50.
Altri quattro episodi dello stesso tipo si erano verificate nella giornata di domenica tra le 20,07 e le 20,18, con epicentro il triangolo Barcellona, Castroreale e Furnari, ad una profondità di 9,8 km. Lo sciame sismico di domenica ha avuto una intensità compresa tra i 2 ed i 2.8 della scala Richter. La scossa più intensa delle quattro di magnitudo 2,8 è stata registrata alle 20,13 di domenica sera, le altre tre – tutte di lieve intensità –, sempre nello stesso distretto e con medesimo epicentro, sono state di magnitudo 2.4, fino a magnitudo 1.9.
Il fenomeno è tenuto sotto controllo. Ci troviamo infatti in una zona legata in passato soprattutto all'attività vulcanica dello Stromboli. Nessun allarme tra la popolazione che, stando agli accertamenti, non ha percepito affatto i movimenti tellurici registrati dai sismografi della rete nazionale.
Fonte Gazzetta del Sud

Data notizia: 05/04/2011